• 5° Assioma della Comunicazione
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    Il 5° Assioma della Comunicazione attraverso i film: tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari

    Concludo la rubrica dedicata agli Assiomi della comunicazione raccontata attraverso le scene dei film approfondendo il quinto e ultimo dei postulati elaborati da Watzlawick, Beavin e Jackson della scuola di Palo Alto in Pragmatica della comunicazione umana: “Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza. Ovvero, in ogni relazione tra due soggetti comunicanti, è possibile che ci siano due tipi di dinamiche: complementare, nel momento in cui uno dei due interlocutori sia in una situazione di superiorità (one-up) e l’altro di inferiorità (one-down); simmetrica, quando i due soggetti si pongono sullo stesso livello. Il quinto assioma della comunicazione è apparentemente…

  • quarto assioma comunicazione
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    Il 4° Assioma della Comunicazione attraverso i film: esistono due tipi di comunicazione, analogica e digitale

    Penultimo capitolo della rubrica “Gli Assiomi della Comunicazione attraverso le scene dei film”. Il quarto Assioma della Comunicazione ci informa che ”la comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici.” Una formulazione alternativa del 4° assioma è: “ogni comunicazione segue il registro analogico e digitale”. Volendo esagerare, ci possiamo infilare anche una terza modalità di enunciazione: “la comunicazione è composta da elementi di natura digitale ed elementi di natura analogica: i primi sono relativi all’aspetto di contenuto e i secondi a quello di relazione.” Probabilmente, neppure tre diverse definizioni sono bastate per chiarire un concetto che, in realtà, può…

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    Il 3° Assioma della Comunicazione attraverso i film: “Il flusso comunicativo viene espresso secondo la ‘punteggiatura’ degli eventi”

    Terzo capitolo della rubrica “Gli Assiomi della Comunicazione attraverso le scene dei film”. Ho già trattato il primo e il secondo assioma della comunicazione introducendo e poi addentrandomi nella pragmatica della comunicazione. Ovviamente, il filo conduttore dell’intera raccolta è l’opera “Pragmatica della comunicazione umana, di Watzlawick, Beavin e Jackson della Scuola di Palo Alto. Con il terzo assioma della comunicazione entriamo nel dettaglio di quello che, personalmente, considero il tema più affascinante, complesso e difficilmente gestibile dell’intera questione: il punto di vista di chi partecipa all’atto comunicativo. Il terzo assioma sostiene che “Il flusso comunicativo viene espresso secondo la ‘punteggiatura’ degli eventi. Che significa esattamente? LEGGI ANCHE: Il 1° Assioma…

  • secondo assioma della comunicazione
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    Il 2° Assioma della Comunicazione attraverso i film: “La metacomunicazione regolamenta i rapporti”

    Nello scorso articolo ho parlato del Primo dei Cinque Assiomi della Comunicazione elaborati dalla Scuola di Palo Alto e raccolti, nel 1966, all’interno del libro Pragmatica della Comunicazione Umana. Per cercare di esplicare in modo efficace e di estetizzare allo stesso tempo un tema che, viceversa, potrebbe risultare pedante, ho deciso di giocare un po’, associando la trattazione ad alcune scene del cinema italiano e straniero. Con il Secondo assioma della comunicazione entriamo maggiormente nello specifico dei risvolti della comunicazione umana e mi concentrerò sul rapporto che intercorre tra messaggio, contesto e significato dell’atto comunicativo. LEGGI ANCHE: Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si…

  • primo assioma della comunicazione
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    Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si può non comunicare”?

    Se scegli un percorso di studi infarcito di comunicazione e linguistica, va a finire che prima o poi ti ritrovi ad avere a che fare con i tipi della Scuola di Palo Alto e con i loro 5 Assiomi della Comunicazione. E li studi, di solito imparando la pappardella o, volendo applicare una visione più matura, interiorizzando verità lampanti e definite in modo magistrale. Il passo successivo, però, non lo fa quasi nessuno. Il passo successivo consiste nel provare a domandarsi: “Che significa tutto ciò all’atto pratico? Il Primo Assioma della Comunicazione recita che “Non si può non comunicare”. Comprensibile, intuibile, in teoria. Ma, esattamente, che vuol dire che, durante la…

  • comunicazione rabbiosa
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    La comunicazione rabbiosa: si chiude la vena, si apre la bocca

    La rabbia è un’emozione innata, primordiale, che svolge il compito di aiutarci a innescare meccanismi di difesa. In quanto tale, possiamo ritenerla un’emozione funzionale, presente fin dalla nascita, istintiva. La rabbia, da adattativa, con il tempo e con la crescita, muta, diventando disadattativa, poiché negli individui adulti e già ambientati in un dato sistema, può essere attivata da una negazione, dalla privazione di un oggetto utile al benessere, da una costrizione. Come la coda di un serpente, le manifestazioni rabbiose passano da picchi alti, quali la collera, l’ira, la furia, a picchi bassi, quali la suscettibilità, l’irritazione, il fastidio. In entrambi i casi, la sensazione di rabbia causa una inevitabile…

  • parole dimenticate
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    Parole dimenticate: quelle bellissime e da salvare

    Qualche settimana fa ho trattato il tema delle parole utilizzate nel modo sbagliato, i nuovi termini che soffocano il Made in Italy (persino sotto il profilo linguistico e delle abitudini comunicative), quelli impiegati in modo improprio. La lingua, d’altronde, si sa, è in continua evoluzione (o in molti casi in involuzione), muta, si trasforma, modella nuove abitudini, partorisce slang ed espressioni gergali. A fronte di espressioni che, di anno in anno, entrano nel nostro vocabolario quotidiano, tantissime altre vengono sacrificate, diventano desuete, perdono di legittimità e, spesso, finiscono con l’essere adoperate solo con finalità parodistiche – “di grazia”, “chiedo venia”, “puerile”. Ed è un vero peccato perché, tra i tanti…

  • siamo diventati più stupidi
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    Siamo diventati più stupidi? No, siamo solo più esposti

    Uno studio sensazionale pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences ha rivelato una verità sconcertante: il mondo non sta diventando più stupido. Ok, nemmeno progredisce, al contrario di quella che era stata la tendenza da un’ottantina d’anni a questa parte. Resta comunque consolante sapere che Barbara D’Urso, Donald Trump, i reality show, il Superenalotto, Bibbiano, il veganesimo, l’animalismo spinto, il femminismo nudista, il razzismo, l’anti-razzismo, Sfera Ebbasta, la VAR, il sovranismo e l’europeismo, la tessera del tifoso, gli youtuber, gli influencer, Genitore 1/Genitore 2, il crocifisso nelle scuole, Bolsonaro, la Brexit, i 35 euro al giorno, Wanda Nara, Victoria’s Secret, Facebook, Instagram, Telegram, WhatsApp, Reddit e…

  • striscioni nel calcio
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    Striscioni nel calcio: il copywriting sugli spalti, tra genio e lotta sociale

    Il calcio, è superfluo anche dirlo, non può essere considerato un mero sport. Non lo è in Italia e non lo è nel resto del mondo. Intorno al calcio orbitano storie di luoghi, di identità, di uomini-simbolo, di dei pagani e di mitologia sportiva. Nulla, meglio del calcio, è in grado di canalizzare segni di appartenenza e riconoscimento, di creare unità e frammentazione tra gruppi, a contrapporre e ad unire individui, città, nazioni. E sulle curve degli stadi il fenomeno si amplifica. Le curve sono il posto in cui un agglomerato di persone si scopre gruppo, non perché semplicemente sceglie di tifare in coro per una stessa squadra, non soltanto…

  • colori nella comunicazione
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    I colori nella comunicazione: la semantica degli spettri cromatici

    I colori nella comunicazione svolgono un ruolo cruciale e sono determinanti – più di quanto possiamo immaginare – nell’influenzare le nostre scelte d’acquisto. Ogni colore esercita un condizionamento sul nostro modo di decifrare un messaggio, modifica persino il nostro stato emotivo e, di conseguenza, le associazioni di pensiero che la nostra mente fa tra il prodotto in sé e ciò che esso ci evoca. Lungi dal voler riconoscere alle scelte cromatiche poteri di cooptazione soprannaturali, è bene allo stesso tempo sottolineare come ogni colore sia in grado di attivare sensazioni specifiche nell’individuo che ne fa esperienza visiva. Ed è una verità che grafici e pubblicitari conoscono perfettamente, che utilizzano nel…