• primo assioma della comunicazione
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    Il I Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si può non comunicare”?

    Se scegli un percorso di studi infarcito di comunicazione e linguistica, va a finire che prima o poi ti ritrovi ad avere a che fare con i tipi della Scuola di Palo Alto e con i loro 5 Assiomi della Comunicazione. E li studi, di solito imparando la pappardella o, volendo applicare una visione più matura, interiorizzando verità lampanti e definite in modo magistrale. Il passo successivo, però, non lo fa quasi nessuno. Il passo successivo consiste nel provare a domandarsi: “Che significa tutto ciò all’atto pratico? Il Primo Assioma della Comunicazione recita che “Non si può non comunicare”. Comprensibile, intuibile, in teoria. Ma, esattamente, che vuol dire che, durante la…

  • comunicazione rabbiosa
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    La comunicazione rabbiosa: si chiude la vena, si apre la bocca

    La rabbia è un’emozione innata, primordiale, che svolge il compito di aiutarci a innescare meccanismi di difesa. In quanto tale, possiamo ritenerla un’emozione funzionale, presente fin dalla nascita, istintiva. La rabbia, da adattativa, con il tempo e con la crescita, muta, diventando disadattativa, poiché negli individui adulti e già ambientati in un dato sistema, può essere attivata da una negazione, dalla privazione di un oggetto utile al benessere, da una costrizione. Come la coda di un serpente, le manifestazioni rabbiose passano da picchi alti, quali la collera, l’ira, la furia, a picchi bassi, quali la suscettibilità, l’irritazione, il fastidio. In entrambi i casi, la sensazione di rabbia causa una inevitabile…

  • parole dimenticate
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    Parole dimenticate: quelle bellissime e da salvare

    Qualche settimana fa ho trattato il tema delle parole utilizzate nel modo sbagliato, i nuovi termini che soffocano il Made in Italy (persino sotto il profilo linguistico e delle abitudini comunicative), quelli impiegati in modo improprio. La lingua, d’altronde, si sa, è in continua evoluzione (o in molti casi in involuzione), muta, si trasforma, modella nuove abitudini, partorisce slang ed espressioni gergali. A fronte di espressioni che, di anno in anno, entrano nel nostro vocabolario quotidiano, tantissime altre vengono sacrificate, diventano desuete, perdono di legittimità e, spesso, finiscono con l’essere adoperate solo con finalità parodistiche – “di grazia”, “chiedo venia”, “puerile”. Ed è un vero peccato perché, tra i tanti…

  • siamo diventati più stupidi
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    Siamo diventati più stupidi? No, siamo solo più esposti

    Uno studio sensazionale pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences ha rivelato una verità sconcertante: il mondo non sta diventando più stupido. Ok, nemmeno progredisce, al contrario di quella che era stata la tendenza da un’ottantina d’anni a questa parte. Resta comunque consolante sapere che Barbara D’Urso, Donald Trump, i reality show, il Superenalotto, Bibbiano, il veganesimo, l’animalismo spinto, il femminismo nudista, il razzismo, l’anti-razzismo, Sfera Ebbasta, la VAR, il sovranismo e l’europeismo, la tessera del tifoso, gli youtuber, gli influencer, Genitore 1/Genitore 2, il crocifisso nelle scuole, Bolsonaro, la Brexit, i 35 euro al giorno, Wanda Nara, Victoria’s Secret, Facebook, Instagram, Telegram, WhatsApp, Reddit e…

  • striscioni nel calcio
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    Striscioni nel calcio: il copywriting sugli spalti, tra genio e lotta sociale

    Il calcio, è superfluo anche dirlo, non può essere considerato un mero sport. Non lo è in Italia e non lo è nel resto del mondo. Intorno al calcio orbitano storie di luoghi, di identità, di uomini-simbolo, di dei pagani e di mitologia sportiva. Nulla, meglio del calcio, è in grado di canalizzare segni di appartenenza e riconoscimento, di creare unità e frammentazione tra gruppi, a contrapporre e ad unire individui, città, nazioni. E sulle curve degli stadi il fenomeno si amplifica. Le curve sono il posto in cui un agglomerato di persone si scopre gruppo, non perché semplicemente sceglie di tifare in coro per una stessa squadra, non soltanto…

  • colori nella comunicazione
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    I colori nella comunicazione: la semantica degli spettri cromatici

    I colori nella comunicazione svolgono un ruolo cruciale e sono determinanti – più di quanto possiamo immaginare – nell’influenzare le nostre scelte d’acquisto. Ogni colore esercita un condizionamento sul nostro modo di decifrare un messaggio, modifica persino il nostro stato emotivo e, di conseguenza, le associazioni di pensiero che la nostra mente fa tra il prodotto in sé e ciò che esso ci evoca. Lungi dal voler riconoscere alle scelte cromatiche poteri di cooptazione soprannaturali, è bene allo stesso tempo sottolineare come ogni colore sia in grado di attivare sensazioni specifiche nell’individuo che ne fa esperienza visiva. Ed è una verità che grafici e pubblicitari conoscono perfettamente, che utilizzano nel…

  • marketing che ti frega
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    Il marketing banale, quello che ci frega da sempre

    Che tu abbia 20 anni o 70, che tu sia un nativo digitale o che tu abbia assistito al declino dell’impero prussiano, sappi che è praticamente certo che, più e più volte nell’arco della tua breve o lunga vita, tu sia stato ingannato da tutta una serie di strategie di marketing banale, quel tipo di marketing che si è sviluppato in modo (quasi) intuitivo nell’arco dei decenni, ma che ancora oggi continuare a fregare te, me e tutte le persone che conosci, per quanto scaltre possano essere. Il che è praticamente inevitabile perché, per quanto ci sforziamo a sembrare dei consumatori evoluti e accorti, la nostra mente non può fare…

  • parole usate male
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    Le parole che usiamo nel modo sbagliato: anglicismi e altre porcate

    Non è questione di ignoranza, ma, più che altro, di abitudini verbali che si diffondono nell’ambiente come fossero un virus: modi di dire imprecisi, parole utilizzate nel modo sbagliato, anglicismi vuoti o calchi da altre lingue tradotti erroneamente sono ormai dilaganti e, quel che è peggio, si diffondono con una velocità impressionante senza che ce ne rendiamo conto. Scommettiamo che li utilizzi anche tu, magari pensando di essere nel giusto? LEGGI ANCHE: Frasi fatte stupide: quando la parola precede il pensiero Parole usate male: perché accade? La piaga dei termini e dei modi di dire impiegati in modo sbagliato interessa la quasi totalità di noi e non risparmia neppure esimi…

  • motivazioni all’acquisto
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    Motivazioni all’acquisto: scegliamo il beneficio, non il prodotto

    Provate a pensare all’ultimo prodotto o servizio che avete pagato. Che si tratti di un capo d’abbigliamento, di un elettrodomestico, di un conto al ristorante, il processo mentale che ha smosso le vostre motivazioni all’acquisto, quasi certamente, ha molto più a che fare con i vantaggi che il bene garantisce che con le sue caratteristiche intrinseche. Quando selezioniamo una bibita, ad esempio, non acquistiamo la bevanda in sé, bensì la sua capacità dissetante; se compriamo un’automobile è perché desideriamo spostarci in modo rapido e, possibilmente, sentirci fighi mentre lo facciamo; se preferiamo un triplo hamburger a un’insalatona scondita è perché stiamo cercando un senso di appagamento sensoriale per le nostre…

  • clickbaiting
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    Il clickbaiting sta ammazzando l’informazione. E siamo tutti complici

    Il clickbaiting, traducibile approssimativamente con esca da click, fa riferimento a tutte quelle pratiche di scrittura utilizzate da editori con più avidità che etica per convincerci a cliccare su un link. Il fenomeno è nato su Facebook, ma si è esteso a macchia d’olio in tutta la cybersfera con la rapidità di un virus. E in effetti è esattamente ciò che è: un virus che, gradualmente, ha infettato anche la parte inizialmente sana del web. Ed è colpa nostra, perché siamo degli idioti. Procediamo con calma. LEGGI ANCHE: La privacy non è un problema (e se lo è, non ha soluzione) Le strategie di clickbaiting “Incredibile: sta succedendo proprio ora!”…