I commenti social più stupidi con cui siamo costretti ad avere a che fare

Se condividete il mio stesso gusto per l’orrido, vi capiterà spesso, mentre navigate su una piattaforma social, di farvi un giretto in mezzo ai commenti degli utenti.

E se partecipate con il mio stesso trasporto a questa attività, sarete sovente pervasi da una insopportabile sensazione di nervosismo misto a senso di impotenza.

No, non è necessario avventurarsi in contenuti divisivi, come quelli inerenti la politica o il calcio: il dilagante analfabetismo funzionale dell’utonto non teme barriere e sa manifestarsi in tutto il suo splendore ovunque, che si tratti di un video dedicato a dolci gattini o di un’intervista innocente su un rotocalco lifestyle.

La fantasia dell’idiota da tastiera è sconfinata… Eppure, nonostante la stupidità sia qualcosa di spaventosamente imprevedibile, a ben vedere tutti i commenti social degni di un certo riguardo possono essere ricondotti in certe macro-categorie, che ricorrono con avvilente frequenza nelle bacheche social, teatro delle bassezze dell’umano intelletto.

Partendo da questa malinconica presa di consapevolezza, ho deciso di redigere una classifica dei commenti social inutili, stupidi e sconclusionati, raggruppandoli a seconda della loro tipologia. Ecco la classificazione di cui non avevamo assolutamente bisogno.

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1. ”Ci sono cose più importanti!”

Commento tipico nell’ambito della politica, ma non necessariamente ivi confinato. Un profilo pubblico condivide una news informativa; l’argomento affrontato può lecitamente non incontrare l’interesse del nostro Leone da tastiera, il quale, come facilmente prevedibile, non può lasciarsi sfuggire l’occasione per dire la sua.

Dunque, vediamo – si domanda il nostro eroe – come posso contribuire in modo costruttivo a creare valore nella mia community virtuale, già di per sé brulicante di ispirazioni e spunti stimolanti? Ci pensa un po’ (non è vero, l’ho scritto per aggiungere enfasi retorica) e poi l’illuminazione. Così scrive: “Ma davvero pensate a questa roba?! Perché, invece di perdere tempo con queste cose (il commento di solito non dice “cose”, n. d. r.), non parlate invece di [argomento ritenuto più importante dal commentatore seriale]”.

Inutile dilungarsi su quanto siano poco costruttivi commenti social di tale rango. Tanto inutili quanto numerosissimi. Oltre che davanti a un commento superfluo, ci troviamo qui davanti a una vera e propria fallacia logica: la pretesa di invalidare un’argomentazione millantando la sua scarsa rilevanza. Insomma, non ci sono solo i social, eh: vuoi sentir parlare della questione israeolo-palestinese? Non aspettare di imbatterti in aggiornamenti sul tema via Facebook, utilizza Google e cerca da te ciò che ti interessa.

2. ”E chi se ne frega!”

Questo è un tipo di commento che trovo molto affascinante. Ad esempio, ai tempi in cui la situazione Ferragnez aveva raggiunto l’apice della propria copertura mediatica, moltissimi utenti amavano raccontarsi come esseri superiori alla media, semplicemente, professando il loro disinteresse sulla questione. Commenti del tipo “E chissenefrega!”, “Bastaaaa”, “Non ho parole per esprimere quanto poco mi interessi!” erano impossibili da contare.

Voi direte: e cosa c’è di male? E io rispondo: assolutamente nulla. Solo non capisco il senso. Immaginate: uno sta cazzeggiando su Instagram, si imbatte in una notizia sulla Ferragni, interrompe lo scroll, clicca su “commenta” e inserisce il suo fondamentale contributo; se davvero si è così disinteressati alla vita di Fedez e della Ferragni, basta scorrere lo schermo verso il basso, dove un mirabolante video di una scimmia che bullizza un cane sarà pronto a fare da porto sicuro, proteggendo da qualunque bombardamento ferragnoso. Inoltre, paradosso, commentando la notizia, l’algoritmo penserà che il tema vi interessi e… indovinate? Vi proporrà altri contenuti simili. Che ironia.

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3. ”Ahahaha”

Se c’è un tipo di commento che davvero mi manda in bestia è la risatina messa sotto ad un post o in risposta a un contributo di altri utenti. Odio profondamente questo tipo di commento social poiché in quell’atteggiamento sprezzante vi è il chiaro intento di denigrare o di sminuire l’osservazione di qualcuno, ma senza neppure prendersi la briga di argomentare (ma in molti casi è meglio così).

Si tratta di un tipo di reazione che, oltretutto, è particolarmente facile da reperire, anche perché decisamente semplice e sbrigativa da postare. Varianti del classico ”Ahahaha” sono le emoticon del tipo che ride, ancor più sbrigativa e utilizzabile persino dagli analfabeti. Spero che chiunque la utilizzi possa, presto o tardi, accusare disturbanti attacchi intestinali nel momento stesso in cui si cimenti con questa specialità (tanto, nel 99% dei casi, chi commenta è già nel luogo adatto a espletare tali funzioni).

4. ”Ecco perché il mondo va a rotoli”

Pensate alla frase appena presentata: in sé, non è un costrutto illogico; come sempre, però, la differenza sta nel contesto. Se io dico una cosa come ”Ecco perché il mondo va a rotoli” (varianti più comuni: ”Ecco perché le nuove generazioni…” o ”Ecco perché al giorno d’oggi…”), immaginerete che tale osservazione venga espressa in relazione a qualcosa di particolarmente grave o di oggettivamente sbagliato. Invece, si tratta di una frase utilizzata, a dir poco, a sproposito, per qualunque motivo, al fine di colpevolizzare gente di ogni genere e con qualsivoglia pretesto.

Un esempio (tratto dalla realtà) può aiutare a chiarire il concetto: una donna esulta, fuori dall’aula di un tribunale, perché l’assassino di suo figlio è appena stato condannato. Commento: “Come si può festeggiare davanti a una sentenza che toglie la libertà a un individuo – e poi il tocco di classe – Ecco perché il mondo sta finendo allo sbando totale!

Potrà una mamma a cui le è stato portato via il figlio abbandonarsi a un momento di lievissimo sollievo? Davvero è così importante per certa gente dire la loro su qualunque cosa? E poi: in che modo la reazione della madre affronta si fa portavoce del decadimento morale della società di oggi?

Mah.

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5. ”Ben gli sta!”

Finora ho scherzato, ma per ultimo mi sono tenuto il tipo di commento più atroce di tutti. “Ben gli sta!”, “La prossima volta impara…”, “Godo” sono solo alcune tra le più comuni varianti di un tipo di commento che, in determinati contesti, rivela nell’autore una natura sprezzante, cattiva, perfida, ignorante e volgare. Come sempre, è una questione di contesto: perché se leggo la notizia di un uomo che, cercando di scippare una ragazza, scivola per terra e si rompe una gamba, beh sono il primo a goderne e non mi pare ci sia nulla di male. Diverso però, ma soprattutto meschino e sconcertante, è trovare commenti di giubilo, gioia e tripudio davanti a vere tragedie umane, sol perché la vittima rappresenta qualcosa che è in odio al commentatore idiota.

Anche qui, andiamo di esempi tratti da storie vere. Una nave carica di migranti e con decine di bambini a bordo affonda, muoiono tutti gli esseri umani presenti sulla natante. Ecco che la scimmia da tastiera si precipita a condividere la propria soddisfazione “Se restavano dove stavano non LI succedeva niente”, “Ben gli sta!”, eccetera, eccetera. Commenti di simile tenore sono quasi sempre inseriti sotto a post drammatici, che annunciano ad esempio la morte di personaggi divisivi, pestaggi ai danni di attivisti, in qualunque dinamica che viva in un rapporto di conflitto, anche solo concettuale, e che sfocia in tragedia.

Che ci possiamo fare: purtroppo, ad oggi, la rete è ancora il rifugio dell’impunità e sappiamo bene quanto sia semplice sentirsi intoccabili dietro a uno schermo. Fatto sta che, le poche volte che utenti così beceri sono stati esposti al ludibrio pubblico, pagando semplicemente il prezzo della loro viltà, la reazione è sempre stata quella di piangere lacrime di pentimento e costernata contrizione. Stupidi, vigliacchi e omuncoli.