• politically correct
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    Il razzismo è nelle orecchie di chi ascolta. Il politically correct ha stancato?

    Immaginate di essere seduti su una panchina insieme a un vostro amico. Davanti a voi, in un laghetto artificiale, uno stormo di una dozzina di anatre si rinfresca. Le anatre sono tutte di colore bianco, tranne una, che presenta un variopinto piumaggio striato. A un certo punto, proprio quest’ultima si immerge nell’acqua e riemerge con un pesciolino nel becco. Istintivamente, vi girate verso il vostro amico: “Ehi, hai visto?” “Che?” “Quell’anatra! Hai visto come quell’anatra ha acchiappato il pesciolino?” “No… Ma quale anatra?” “Quella striata!” “Oh… No, me la sono persa.” Paris Saint Germain – Basaksehir Ora immaginiamo un’altra scena. Siamo in un campo di calcio, in una fredda serata di…

  • comunicazione negazionista
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    La comunicazione negazionista: riconoscere un complottista

    Il complottismo non nasce insieme al Covid-19. Le teorie del complotto hanno origini ben più profonde e radicate nella storia del ‘900, articolandosi quasi in parallelo con le investigazioni della cronaca ufficiale. Le scie chimiche, il deep state, il Nuovo Ordine Mondiale, le Teorie cospirazioniste sull’11 Settembre, il negazionismo relativo allo Sbarco sulla Luna o l’aberrante rifiuto dell’Olocausto ebraico sono dimostrazioni di come il negazionismo sul Covid-19 non sia figlio di una mobilitazione inedita e spontanea, bensì vada inteso come il nuovo capitolo di una saga ben più ampia e che ha saputo accogliere l’esplosione della pandemia da Coronavirus all’interno della propria epopea. Nessun giudizio, solo analisi critica Non voglio…

  • semantica del silenzio
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    La semantica del silenzio: cosa diciamo quando non diciamo nulla

    Se la buttiamo sul tecnico, potremmo dire che ciò che noi esprimiamo non dipende soltanto da ciò che diciamo con le parole. Ogni atto comunicativo, afferma il secondo assioma della comunicazione, ha un aspetto di contenuto e uno di relazione. Ovverosia, il significato di ciò che esprimiamo dipende sia da ciò che concretamente viene detto e sia dalle modalità, dal contesto, dalla gestualità che accompagnano il discorso. Riprendendo il primo assioma invece, ci viene molto facile ricordare che è impossibile non comunicare. Cioè, non possiamo evitare di trasmettere informazioni alle persone con cui interagiamo. Questa doppia premessa mi è utile a introdurre l’argomento di questo articolo: il silenzio. Il silenzio…

  • comunicazione sul coronavirus
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    Coronavirus e comunicazione equivoca: il senso civico e il bacchettonismo

    Voglio mettermi subito al riparo da possibili fraintendimenti: in tema di quarantena da coronavirus, l’attivismo e la mobilitazione sociale dimostrati dai cittadini e degli utenti sono una manna dal cielo. L’entusiasmo e il convincimento con cui le persone comuni stanno interiorizzando e divulgando a propria volta le campagne #Iorestoacasa e Andràtuttobene rappresentano una fiamma di speranza, una modalità straordinariamente efficace di diffondere ottimismo e responsabilità civile. Ciò di cui voglio parlare qui, però, attiene ad un altro aspetto della comunicazione sul e per il coronavirus; mi riferisco, nello specifico, a tutta una serie di equivoci e di interpretazioni sbagliate ostentate dalla cittadinanza, specie se non quasi esclusivamente online: si percepisce…

  • 5° Assioma della Comunicazione
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    Il 5° Assioma della Comunicazione attraverso i film: tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari

    Concludo la rubrica dedicata agli Assiomi della comunicazione raccontata attraverso le scene dei film approfondendo il quinto e ultimo dei postulati elaborati da Watzlawick, Beavin e Jackson della scuola di Palo Alto in Pragmatica della comunicazione umana: “Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza. Ovvero, in ogni relazione tra due soggetti comunicanti, è possibile che ci siano due tipi di dinamiche: complementare, nel momento in cui uno dei due interlocutori sia in una situazione di superiorità (one-up) e l’altro di inferiorità (one-down); simmetrica, quando i due soggetti si pongono sullo stesso livello. Il quinto assioma della comunicazione è apparentemente…

  • quarto assioma comunicazione
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    Il 4° Assioma della Comunicazione attraverso i film: esistono due tipi di comunicazione, analogica e digitale

    Penultimo capitolo della rubrica “Gli Assiomi della Comunicazione attraverso le scene dei film”. Il quarto Assioma della Comunicazione ci informa che ”la comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici.” Una formulazione alternativa del 4° assioma è: “ogni comunicazione segue il registro analogico e digitale”. Volendo esagerare, ci possiamo infilare anche una terza modalità di enunciazione: “la comunicazione è composta da elementi di natura digitale ed elementi di natura analogica: i primi sono relativi all’aspetto di contenuto e i secondi a quello di relazione.” Probabilmente, neppure tre diverse definizioni sono bastate per chiarire un concetto che, in realtà, può…

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    Il 3° Assioma della Comunicazione attraverso i film: “Il flusso comunicativo viene espresso secondo la ‘punteggiatura’ degli eventi”

    Terzo capitolo della rubrica “Gli Assiomi della Comunicazione attraverso le scene dei film”. Ho già trattato il primo e il secondo assioma della comunicazione introducendo e poi addentrandomi nella pragmatica della comunicazione. Ovviamente, il filo conduttore dell’intera raccolta è l’opera “Pragmatica della comunicazione umana, di Watzlawick, Beavin e Jackson della Scuola di Palo Alto. Con il terzo assioma della comunicazione entriamo nel dettaglio di quello che, personalmente, considero il tema più affascinante, complesso e difficilmente gestibile dell’intera questione: il punto di vista di chi partecipa all’atto comunicativo. Il terzo assioma sostiene che “Il flusso comunicativo viene espresso secondo la ‘punteggiatura’ degli eventi. Che significa esattamente? LEGGI ANCHE: Il 1° Assioma…

  • secondo assioma della comunicazione
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    Il 2° Assioma della Comunicazione attraverso i film: “La metacomunicazione regolamenta i rapporti”

    Nello scorso articolo ho parlato del Primo dei Cinque Assiomi della Comunicazione elaborati dalla Scuola di Palo Alto e raccolti, nel 1966, all’interno del libro Pragmatica della Comunicazione Umana. Per cercare di esplicare in modo efficace e di estetizzare allo stesso tempo un tema che, viceversa, potrebbe risultare pedante, ho deciso di giocare un po’, associando la trattazione ad alcune scene del cinema italiano e straniero. Con il Secondo assioma della comunicazione entriamo maggiormente nello specifico dei risvolti della comunicazione umana e mi concentrerò sul rapporto che intercorre tra messaggio, contesto e significato dell’atto comunicativo. LEGGI ANCHE: Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si…

  • primo assioma della comunicazione
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    Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si può non comunicare”?

    Se scegli un percorso di studi infarcito di comunicazione e linguistica, va a finire che prima o poi ti ritrovi ad avere a che fare con i tipi della Scuola di Palo Alto e con i loro 5 Assiomi della Comunicazione. E li studi, di solito imparando la pappardella o, volendo applicare una visione più matura, interiorizzando verità lampanti e definite in modo magistrale. Il passo successivo, però, non lo fa quasi nessuno. Il passo successivo consiste nel provare a domandarsi: “Che significa tutto ciò all’atto pratico? Il Primo Assioma della Comunicazione recita che “Non si può non comunicare”. Comprensibile, intuibile, in teoria. Ma, esattamente, che vuol dire che, durante la…

  • comunicazione rabbiosa
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    La comunicazione rabbiosa: si chiude la vena, si apre la bocca

    La rabbia è un’emozione innata, primordiale, che svolge il compito di aiutarci a innescare meccanismi di difesa. In quanto tale, possiamo ritenerla un’emozione funzionale, presente fin dalla nascita, istintiva. La rabbia, da adattativa, con il tempo e con la crescita, muta, diventando disadattativa, poiché negli individui adulti e già ambientati in un dato sistema, può essere attivata da una negazione, dalla privazione di un oggetto utile al benessere, da una costrizione. Come la coda di un serpente, le manifestazioni rabbiose passano da picchi alti, quali la collera, l’ira, la furia, a picchi bassi, quali la suscettibilità, l’irritazione, il fastidio. In entrambi i casi, la sensazione di rabbia causa una inevitabile…