- Manosfera: che cos’è
- La visione Red Pill: l’esortazione a una presa di coscienza
- La manosfera è un’ideologia?
- Incel - Involuntary Celibate
- Men’s Rights Activists (MRA - attivisti per i diritti degli uomini)
- Pickup Artists (PUA) - Artisti del Rimorchio
- Men Going Their Own Way (MGTOW) - uomini che vanno per la propria strada
- La manosfera e i movimenti alt-right
In italiano la chiamano androsfera, maschiosfera o, molto più diffusamente, manosfera, termine derivato dall’inglese manosphere che, a sua volta, è la fusione di due parole inglesi:
- Man: uomo
- Sphere: sfera, ambito, ambiente
Ovvero, approssimativamente, la sfera dell’uomo. Ma a cosa si riferisce questa parola ormai sempre più conosciuta nel mainstream, anche grazie a contenuti per l’intrattenimento ed eventi di cronaca nera?
Un’indagine all’interno di questo sottobosco fatto di devianze, mascolinità tossica e aperta ostilità nei confronti delle donne.
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Manosfera: che cos’è
Quando si parla di manosfera si fa riferimento a una serie di comunità, soprattutto virtuali, del tutto eterogenee e differenziate, ma accomunate da una serie di visioni e credenze facilmente riconducibili alla stessa matrice:
- Critica e astio manifesto nei confronti del femminismo e delle donne in generale, considerate le vere detentrici del potere sociale e sessuale;
- Convinzione che la società odierna sia ostile nei confronti degli uomini;
- Diffusione di idee secondo cui la parità dei sessi e l’emancipazione femminile abbiano distrutto l’equilibrio sociale e la tradizionale attribuzione dei ruoli fra i sessi;
- Incitamento verso gli uomini a ‘risvegliarsi’ e a riprendere il controllo.
La visione Red Pill: l’esortazione a una presa di coscienza
In riferimento all’ultimo dei quattro punti appena elencati, esiste anche una terminologia specifica: Red Pill. Per comprenderlo bisogna fare riferimento al film Matrix (1999).
Nel capolavoro delle sorelle Wachowski, la Red Pill, ovvero la pillola rossa, era la metafora della conoscenza o, meglio ancora, della presa di coscienza, stato raggiungibile attraverso la sua assunzione. Preferendo la pillola rossa a quella azzurra, il protagonista, Neo (Keanu Reeves), esce fuori da una dimensione di inconsapevolezza e di ignoranza sulle reali sorti del mondo.
La manosfera ha fatto proprio questo concetto, trasformandone i connotati: ecco, così, che “prendere la pillola rossa”, diventando così “redpillati“, diventa un’esortazione a capire ciò che la società sta perpetrando nei confronti dell’universo maschile e a reagire di conseguenza.
La manosfera è un’ideologia?
Parlare in modo ortodosso di “ideologia della manosfera” potrebbe trarre in errore. I gruppi online che intercostruiscono l’ecosistema della manosphere si configurano come estremamente variegati e composti da vere e proprie costellazioni ideologiche, anche del tutto distanti fra loro.
Più che di un’ideologia della manosfera tout court è più corretto parlare di una serie di sub-culture che, con sostanziali differenze ideologiche e letture sociali diversificate, si riuniscono sotto il termine ombrello di manosfera per via dei tratti comuni elencati nei paragrafi precedenti.
A questo punto è bene andare a definire, raccontare e circoscrivere queste costellazioni ideologiche, raggruppabili come segue:
- Incel (Involuntary Celibate)
- Men’s Rights Activists (MRA – attivisti per i diritti degli uomini)
- Pickup Artists (PUA) – Artisti del Rimorchio
- Men Going Their Own Way (MGTOW) – uomini che vanno per la propria strada
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Incel – Involuntary Celibate
Nel marzo del 2025, Netflix ha pubblicato sulla sua piattaforma una miniserie britannica in 4 puntate destinata a far parlare di sé: Adolescence.
Non mi soffermerò sulla trama, che potete facilmente reperire online: ciò che ci interessa è che il dramma aveva come protagonista un antieroe di appena 13 anni, Jamie, un adolescente all’apparenza del tutto innocuo, ma capace di compiere un gesto efferato, l’uccisione di una sua coetanea Katie, rea di averlo rifiutato.
Il ragazzino rappresentato in Adolescence raffigura il tipico Incel, parola che nasce dalla crasi dei termini “INvoluntary” e “CELibate”, ovvero celibe involontario.
L’elemento cardine della visione Incel sta nella convinzione che, nella società odierna, siano le donne a dettare le scelte di accoppiamento e che selezionino il proprio partner secondo soprattutto due immutabili parametri:
- Bellezza fisica
- Status sociale
Appropriandosi di una propria interpretazione della Legge di Pareto, gli Incel sostengono che il 20% degli uomini sia in grado di attirare l’80% delle donne, costringendo coloro che non aderiscono ai canoni estetici ed economici desiderati dalle donne a restare soli.
Questa retorica ha alimentato un ecosistema virtuale tossico e violento, contraddistinto da una radicale misoginia, auto-compatimento e, nelle frange più estreme, l’idea che le donne, in quanto colpevoli del declino del maschio odierno, siano meritevoli di disprezzo, violenza e castigo.
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Men’s Rights Activists (MRA – attivisti per i diritti degli uomini)
In reazione al femminismo della seconda ondata degli anni ‘70 dello scorso secolo, sulla spinta decisiva del pensiero di Warren Farrell e della sua opera The Myth of Male Power (1993), nacque e prese piede un movimento volto a difendere e a raccontare questioni sociali e culturali ritenute vessatorie nei confronti degli uomini.
Tali istanze si concretizzarono nel movimento MRA, ovvero Men’s Rights Activists – o in italiano Attivisti per i diritti degli uomini.
Si tratta in realtà di un gruppo fortemente eterogeneo e disarticolato, ma accomunato da un elemento cardine: la convinzione che la società odierna sia strutturata in modo da favorire le donne e da penalizzare gli uomini.
Il movimento MRA muove da alcune premesse condivisibili, ovvero:
- Lo sbilanciamento della legge a favore delle donne nei casi di divorzio in tema di genitorialità;
- La scarsissima informazione e divulgazione dei casi di violenza domestica ai danni degli uomini;
- Il limitato o assente potere decisionale degli uomini in ciò che concerne le scelte riproduttive e nei casi di aborto;
- L’incidenza nettamente maggiore di suicidi, incidenti sul lavoro e, in generale, di mortalità maschili rispetto a quelli femminili;
- Obbligo di leva e maggiore esposizione maschile allo svolgimento di lavori pericolosi.
Partendo da una serie di premesse rappresentative di problematiche reali e supportate dai numeri ed evidenze, tale movimento giunge però a conclusioni quantomeno discutibili e riassumibili in questo postulato: la società favorisce le donne, in particolar modo quelle di bell’aspetto.
Non solo l’interpretazione delle problematiche, ma anche la ricostruzione delle relative cause, nella visione delle frange più malsane del movimento MRA, sono da considerare fallaci: gli attivisti per i diritti maschili, infatti, ignorano, nell’interpretazione di tali storture sociali, il fondamentale impatto di fattori di tipo sociale, culturale, legislativo e politico, accusando invece l’universo femminile, come se fossero le donne a porle in essere e a perpetrarle.
Va detto che, come anticipato, tale movimento si presenta come estremamente frastagliato e che non sarebbe corretto accomunare tutti gli esponenti in un unico calderone di misoginia e antifemminismo.
Gli esponenti più estremi delle cause MRA si sono distinti negli anni per maschilismo e aperta ostilità nei confronti della lotta femminista; in tali contesti il dibattito subisce forti generalizzazioni che si appiattiscono in una dialettica del tipo Uomini Vs. Donne, inasprendo le fratture sociali e la lotta di genere.
Al contempo, vi è un attivismo sano su questi temi, proprio di quanti sostengono cause centrali al movimento per i diritti maschili, ma prendendo le distanze dal blocco MRA. Essi si allineano su posizioni di conciliazione e di dialogo e ricercano un incontro con gli attivisti per i diritti femminili.
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Pickup Artists (PUA) – Artisti del Rimorchio
Se gli incel sono gli uomini incapaci di essere attraenti, agli antipodi troviamo un’altra categoria che intercostruisce la manosfera, quella dei Pickup Artists (PUA) o, in italiano, gli Artisti del Rimorchio. Il filo conduttore è sempre lo stesso: oggettivazione delle donne, sessismo, cui in questo caso si aggiungono ulteriori elementi di tossicità quali machismo e aspirazione verso modelli che potremmo ricondurre all’ideale del Maschio Alfa.
Come facilmente immaginabile, i PUA sono uomini che si (auto)definiscono seduttori, maestri dell’abbordaggio, veri e propri insegnanti di seduzione, abili in prima battuta a mascherare tramite precetti pseudoscientifici (psicologi, sociali, neurolinguistici) una visione totalmente denigratoria nei confronti della donna, vista come una preda da catturare (“bersaglio” nel gergo PUA) più che come un essere umano.
Sebbene la community PUA professi diverse tipologie di approccio alla donna, l’elemento centrale è quello della manipolazione, che può essere perseguita attraverso molteplici tecniche. Uno degli approcci più utilizzati consiste nel “feedback negativo” (negging, da “Negative Feedback”), ovvero fare complimenti alla donna con un carattere di forte ambiguità, allo scopo dichiarato di infiacchire le sicurezze e l’autostima del ‘bersaglio’. Un esempio di negging potrebbe essere: “Nonostante tu abbia un brutto taglio di capelli, ti sta benissimo”.
Gli artisti del rimorchio suggeriscono un approccio codificato che, nella sua configurazione meccanica e spersonalizzata, risulta volutamente manipolatorio. Lo schema prevede una fase iniziale di approccio, definito opener, cui segue la fase di routine, il copione da utilizzare per dare seguito al contatto iniziale. Per ognuna delle due fasi esistono diverse strategie, a seconda che si voglia adottare un metodo diretto o più discreto.
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Men Going Their Own Way (MGTOW) – uomini che vanno per la propria strada
L’ultima categoria da analizzare è quella dei Men Going Their Own Way (MGTOW), in italiano uomini che vanno per la propria strada.
Il nome potrebbe far pensare a una community tendenzialmente innocua di uomini eterosessuali che, semplicemente, si fa i fatti propri. Soggetti maschili che hanno scelto di non interessarsi alle donne, mantenendo le distanze dall’altro sesso.
Eppure, questa comunità composita non deve essere vista come un corpo a sé stante di individui che si tengono al di fuori dalle logiche RedPill, tutt’altro: dietro l’intenzione di non includere le donne nella propria vita, questi tipi di persone – sotto diversi punti di vista simili agli incel – esprimono timore o persino disprezzo nei confronti delle donne.
Procediamo con calma: già il loro nome, MGTOW, da leggersi Migtu, è un chiaro riferimento al #MeToo, il movimento di stampo femminista che si batte contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne. Tale contrapposizione svela già molteplici aspetti su questo gruppo, che si struttura attorno a una visione separatista e ‘ginecocentrica’: chi appartiene alla community MGTOW, infatti, attribuisce ai movimenti di emancipazione femminile le responsabilità del decadimento della società di oggi.
Gli uomini che vanno per la propria strada, infatti… Non vanno per la propria strada, bensì si fanno propugnatori della necessità di denunciare la pericolosità delle istanze femministe.
Lo stesso termine “ginecocentrico” descrive una società in cui le donne sono agevolate sotto il profilo relazionale: la reazione dei membri MGTOW è quella di rifiutare relazioni fisiche e romantiche con le donne, come forma di ribellione e protezione dalla corruzione imposta dal femminismo.
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La manosfera e i movimenti alt-right
Sebbene quello di manosfera sia un termine ombrello che accoglie visioni differenziate, la matrice è comune: l’avversione nei confronti del femminismo e delle donne in generale. La manosfera è un frascame di uomini che attribuiscono alle donne la responsabilità della crisi dei valori.
Non sorprende che le convinzioni avanzate da questi gruppi siano state assorbite e che vengano propagandate da sempre più robusti movimenti alt-right, la destra alternativa che si è fatta strada a partire dagli anni 2010 e che, dagli USA, ha raggiunto l’intero mondo occidentale.
Manosfera e destra alternativa condividono l’antifemminismo come collante sociale, l’idea della Red Pill come atto di presa di coscienza, la narrativa vittimistica intorno all’uomo (bianco soprattutto), descritto come la vera vittima di una società sempre più Woke e schiacciata verso le donne, una comunicazione spesso violenta, sospinta da community chiuse e autoreferenziali.
Differente è l’intento nativo:
- Gli appartenenti, a diverso titolo, alla manosfera, muovono da motivazioni socio-relazionali fortemente legate alle sfere sociale e sessuale;
- I militanti alt-right si configurano come movimenti politici con una forte connotazione identitaria, definita e alimentata da forti spinte razziali e sessiste.
La costituzione e la proliferazione dei movimenti alternativi alla destra tradizionale quali vettori delle visioni proprie della manosfera sono la dimostrazione di come quest’ultima non sia solo un insieme di forum e community, ma un laboratorio di idee, spesso controverse, che influiscono sul modo in cui milioni di uomini percepiscono se stessi e il loro ruolo nel mondo.
Ignorare questo fenomeno, sminuirlo o non affrontarlo in modo sistemico – anche attraverso una ormai imprescindibile educazione emotiva nelle scuole – significa chiudere gli occhi davanti a un fenomeno che, sempre più percettibilmente, sta contribuendo a ridisegnare le dinamiche tra i sessi e a rimappare, in negativo, la cultura e la società contemporanee.
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