• comunicazione sul coronavirus
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    Coronavirus e comunicazione equivoca: il senso civico e il bacchettonismo

    Voglio mettermi subito al riparo da possibili fraintendimenti: in tema di quarantena da coronavirus, l’attivismo e la mobilitazione sociale dimostrati dai cittadini e degli utenti sono una manna dal cielo. L’entusiasmo e il convincimento con cui le persone comuni stanno interiorizzando e divulgando a propria volta le campagne #Iorestoacasa e Andràtuttobene rappresentano una fiamma di speranza, una modalità straordinariamente efficace di diffondere ottimismo e responsabilità civile. Ciò di cui voglio parlare qui, però, attiene ad un altro aspetto della comunicazione sul e per il coronavirus; mi riferisco, nello specifico, a tutta una serie di equivoci e di interpretazioni sbagliate ostentate dalla cittadinanza, specie se non quasi esclusivamente online: si percepisce…

  • comunicazione rabbiosa
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    La comunicazione rabbiosa: si chiude la vena, si apre la bocca

    La rabbia è un’emozione innata, primordiale, che svolge il compito di aiutarci a innescare meccanismi di difesa. In quanto tale, possiamo ritenerla un’emozione funzionale, presente fin dalla nascita, istintiva. La rabbia, da adattativa, con il tempo e con la crescita, muta, diventando disadattativa, poiché negli individui adulti e già ambientati in un dato sistema, può essere attivata da una negazione, dalla privazione di un oggetto utile al benessere, da una costrizione. Come la coda di un serpente, le manifestazioni rabbiose passano da picchi alti, quali la collera, l’ira, la furia, a picchi bassi, quali la suscettibilità, l’irritazione, il fastidio. In entrambi i casi, la sensazione di rabbia causa una inevitabile…

  • comunicazione disfunzionale
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    Gestire la comunicazione disfunzionale: come non farsi la guerra (e stare tutti meglio)

    “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione” scrisse il grande sociologo polacco Zygmunt Bauman, scomparso nel gennaio del 2017. Credo che quando parliamo di ‘relazione’ non si debba necessariamente immaginare una relazione di tipo sentimentale, come facilmente saremmo indotti a pensare. Tutti noi viviamo relazioni – e fallimenti di relazioni – quotidianamente, o quasi; discutiamo con qualcuno e poi, congedandoci, magari infastiditi, non possiamo fare a meno di riflettere su quanto poco il nostro interlocutore abbia capito di ciò che stavamo provando a esprimere.