• semantica del silenzio
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    La semantica del silenzio: cosa diciamo quando non diciamo nulla

    Se la buttiamo sul tecnico, potremmo dire che ciò che noi esprimiamo non dipende soltanto da ciò che diciamo con le parole. Ogni atto comunicativo, afferma il secondo assioma della comunicazione, ha un aspetto di contenuto e uno di relazione. Ovverosia, il significato di ciò che esprimiamo dipende sia da ciò che concretamente viene detto e sia dalle modalità, dal contesto, dalla gestualità che accompagnano il discorso. Riprendendo il primo assioma invece, ci viene molto facile ricordare che è impossibile non comunicare. Cioè, non possiamo evitare di trasmettere informazioni alle persone con cui interagiamo. Questa doppia premessa mi è utile a introdurre l’argomento di questo articolo: il silenzio. Il silenzio…

  • comunicazione sul coronavirus
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    Coronavirus e comunicazione equivoca: il senso civico e il bacchettonismo

    Voglio mettermi subito al riparo da possibili fraintendimenti: in tema di quarantena da coronavirus, l’attivismo e la mobilitazione sociale dimostrati dai cittadini e degli utenti sono una manna dal cielo. L’entusiasmo e il convincimento con cui le persone comuni stanno interiorizzando e divulgando a propria volta le campagne #Iorestoacasa e Andràtuttobene rappresentano una fiamma di speranza, una modalità straordinariamente efficace di diffondere ottimismo e responsabilità civile. Ciò di cui voglio parlare qui, però, attiene ad un altro aspetto della comunicazione sul e per il coronavirus; mi riferisco, nello specifico, a tutta una serie di equivoci e di interpretazioni sbagliate ostentate dalla cittadinanza, specie se non quasi esclusivamente online: si percepisce…

  • secondo assioma della comunicazione
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    Il 2° Assioma della Comunicazione attraverso i film: “La metacomunicazione regolamenta i rapporti”

    Nello scorso articolo ho parlato del Primo dei Cinque Assiomi della Comunicazione elaborati dalla Scuola di Palo Alto e raccolti, nel 1966, all’interno del libro Pragmatica della Comunicazione Umana. Per cercare di esplicare in modo efficace e di estetizzare allo stesso tempo un tema che, viceversa, potrebbe risultare pedante, ho deciso di giocare un po’, associando la trattazione ad alcune scene del cinema italiano e straniero. Con il Secondo assioma della comunicazione entriamo maggiormente nello specifico dei risvolti della comunicazione umana e mi concentrerò sul rapporto che intercorre tra messaggio, contesto e significato dell’atto comunicativo. LEGGI ANCHE: Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si…

  • primo assioma della comunicazione
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    Il 1° Assioma della Comunicazione attraverso i film: che significa che “Non si può non comunicare”?

    Se scegli un percorso di studi infarcito di comunicazione e linguistica, va a finire che prima o poi ti ritrovi ad avere a che fare con i tipi della Scuola di Palo Alto e con i loro 5 Assiomi della Comunicazione. E li studi, di solito imparando la pappardella o, volendo applicare una visione più matura, interiorizzando verità lampanti e definite in modo magistrale. Il passo successivo, però, non lo fa quasi nessuno. Il passo successivo consiste nel provare a domandarsi: “Che significa tutto ciò all’atto pratico? Il Primo Assioma della Comunicazione recita che “Non si può non comunicare”. Comprensibile, intuibile, in teoria. Ma, esattamente, che vuol dire che, durante la…

  • comunicazione rabbiosa
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    La comunicazione rabbiosa: si chiude la vena, si apre la bocca

    La rabbia è un’emozione innata, primordiale, che svolge il compito di aiutarci a innescare meccanismi di difesa. In quanto tale, possiamo ritenerla un’emozione funzionale, presente fin dalla nascita, istintiva. La rabbia, da adattativa, con il tempo e con la crescita, muta, diventando disadattativa, poiché negli individui adulti e già ambientati in un dato sistema, può essere attivata da una negazione, dalla privazione di un oggetto utile al benessere, da una costrizione. Come la coda di un serpente, le manifestazioni rabbiose passano da picchi alti, quali la collera, l’ira, la furia, a picchi bassi, quali la suscettibilità, l’irritazione, il fastidio. In entrambi i casi, la sensazione di rabbia causa una inevitabile…

  • siamo diventati più stupidi
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    Siamo diventati più stupidi? No, siamo solo più esposti

    Uno studio sensazionale pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences ha rivelato una verità sconcertante: il mondo non sta diventando più stupido. Ok, nemmeno progredisce, al contrario di quella che era stata la tendenza da un’ottantina d’anni a questa parte. Resta comunque consolante sapere che Barbara D’Urso, Donald Trump, i reality show, il Superenalotto, Bibbiano, il veganesimo, l’animalismo spinto, il femminismo nudista, il razzismo, l’anti-razzismo, Sfera Ebbasta, la VAR, il sovranismo e l’europeismo, la tessera del tifoso, gli youtuber, gli influencer, Genitore 1/Genitore 2, il crocifisso nelle scuole, Bolsonaro, la Brexit, i 35 euro al giorno, Wanda Nara, Victoria’s Secret, Facebook, Instagram, Telegram, WhatsApp, Reddit e…

  • frasi fatte stupide
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    Frasi fatte stupide: quando la parola precede il pensiero

    Tutti noi utilizziamo delle frasi fatte. Talvolta è perché non sappiamo esattamente cosa dire, talaltra non abbiamo neppure voglia di riflettere su cosa dire, altre ancora semplicemente non siamo sintonizzati empaticamente con il nostro interlocutore. In ogni caso, utilizzando modi di dire consunti e privi di una riflessione che li legittimi, non facciamo altro che inquinare la nostra rete di comunicazione. Può accadere che non ci si renda neppure conto di quanta importanza il nostro compagno di conversazione stia riconoscendo a un interscambio che noi trattiamo con superficialità, ma siamo tutti decisamente attenti a notare quando la medesima condotta viene assunta dagli altri nei nostri riguardi. Da una parte, è…

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    Gestire la comunicazione disfunzionale: come non farsi la guerra (e stare tutti meglio)

    “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione” scrisse il grande sociologo polacco Zygmunt Bauman, scomparso nel gennaio del 2017. Credo che quando parliamo di ‘relazione’ non si debba necessariamente immaginare una relazione di tipo sentimentale, come facilmente saremmo indotti a pensare. Tutti noi viviamo relazioni – e fallimenti di relazioni – quotidianamente, o quasi; discutiamo con qualcuno e poi, congedandoci, magari infastiditi, non possiamo fare a meno di riflettere su quanto poco il nostro interlocutore abbia capito di ciò che stavamo provando a esprimere.