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    Parole dimenticate: quelle bellissime e da salvare

    Qualche settimana fa ho trattato il tema delle parole utilizzate nel modo sbagliato, i nuovi termini che soffocano il Made in Italy (persino sotto il profilo linguistico e delle abitudini comunicative), quelli impiegati in modo improprio. La lingua, d’altronde, si sa, è in continua evoluzione (o in molti casi in involuzione), muta, si trasforma, modella nuove abitudini, partorisce slang ed espressioni gergali. A fronte di espressioni che, di anno in anno, entrano nel nostro vocabolario quotidiano, tantissime altre vengono sacrificate, diventano desuete, perdono di legittimità e, spesso, finiscono con l’essere adoperate solo con finalità parodistiche – “di grazia”, “chiedo venia”, “puerile”. Ed è un vero peccato perché, tra i tanti…