vocabolario della quarantena
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Covid-19: il Vocabolario della Quarantena dalla A(utocertificazione) alla Z(erocalcare)

All’ingresso della fatidica Fase 2 della quarantena che ha riscritto la nostra quotidianità da quasi due mesi a questa parte, viene un po’ spontaneo guardarsi indietro. E alle nostre spalle, è fin troppo facile scorgere una serie di cambiamenti che, in un modo o in un altro, siamo destinati a portarci dentro per un bel po’. Cambiamenti che hanno a che fare con il nostro modo di percepire gli spazi, le relazioni, il tempo, ma anche il nostro linguaggio. E sì, perché, inevitabilmente, anche il nostro modo di esprimerci ha pagato dazio alla reclusione forzata e alcuni termini fino a poche settimane fa poco consueti o persino disconosciuti, oggi diventano parte integrante del nostro di esprimerci d’ogni giorno.

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Il Vocabolario della Quarantena dalla A alla Z

Così, ho deciso di fare un gioco, provando a ripercorrere questa prima cinquantina di giorni di isolamento attraverso i termini che più spesso ci siamo ritrovati ad utilizzare o ad ascoltare in tv, sui social, nelle chat con i nostri contatti, in una sorta di Vocabolario della Quarantena. Ovviamente, come ogni vocabolario che si rispetti, non si può che cominciare dalla lettera A: A come Autocertificazione. Piccola nota: le parole elencate per ogni singola lettera non seguiranno un ordine alfabetico, bensì gerarchico, a seconda dell’impatto e della frequenza con cui (secondo me) hanno inciso e stanno incidendo nelle nostre modalità comunicative.

A

autocertificazione, assembramento, amuchina

Autocertificazione – Protagonista soprattutto della prima parte della quarantena, autocertificazione – o meglio autocertificazioni, se consideriamo i ben quattro diversi modelli stilati dal Governo solo nel mese di marzo – è una parola che difficilmente dimenticheremo, anche quando tutto sarà finito e, facilmente, sparirà dal nostro lessico quotidiano. Sicuramente, un lemma che ha dato grande soddisfazione a comici e creatori di meme.

Assembramento – Quante volte vi è capitato di utilizzare questo termine prima che tutto questo cominciasse? Io, personalmente, credo di non sbagliare se rispondo zero. Eppure, ecco che una parola di rara fruibilità e ardua da pronunciare o da scrivere, diventa una delle più impiegate dall’italiano medio, seppur, spesso, nelle sue varianti morfologicamente errate.

Amuchina – La frequenza con cui abbiamo pronunciato “amuchina” è inversamente proporzionale alle volte in cui l’abbiamo trovata sugli scaffali di supermercati e farmacie. Probabilmente, il nostro rapporto con l’ipoclorito di sodio è cambiato per sempre e mai più ci ritroveremo senza una scorta nel mobiletto del bagno, diventerà un nostro feticcio. I nostri nipoti ci faranno ironia su, come noi oggi scherziamo i nostri nonni per la loro ossessione nei confronti dei cantieri e delle caramelle Rossana.

B

Bollettino della Protezione Civile, Balconi, Boris Johnson

Bollettino della Protezione Civile – Personalmente, trovo che le ore 18:00 di ogni giorno siano state il momento più sinistro di questa quarantena. Qualcuno ha paragonato le condizioni di vita in cui siamo costretti a quelle proprie di un regime bellico e se è vero che evidentemente si tratta di un paragone azzardato, durante la diretta in cui venivano annunciati i numeri relativi a nuovi contagi, decessi e guariti da parte della Protezione Civile, il parallelismo con gli annunci di guerra è apparso oltremodo azzeccato.

Boris Johnson – Quando i nostri posteri studieranno tutto questo, si chiederanno in quale pazza, pazza società si sia venuto a trovare il mondo nell’anno di grazia 2020. E si chiederanno come un buffo inglese dall’entropica chioma paglierina abbia potuto venirsi a trovare alla guida di uno dei più grandi Paesi del mondo. Per approfondimenti, si veda la voce Immunità di gregge.

Balconi – I balconi sono diventati un simbolo, anzi, molti simboli. Da una parte, il simbolo dell’Italia che resiste, che mostra il proprio orgoglio; dall’altra, la dimostrazione più intensa di come l’essere umano sia e resti un animale sociale, che cerca il contatto, che anela la relazione, al di là delle paure, al di là dei rischi. Per approfondimenti, si veda la voce Flash mob.

C

Conte, Cum grano salis, conferenza, congiunti

Conte – Che voi siate suoi sostenitori o suoi detrattori, non potete che riconoscere che il vessillo più pregnante di questa storia, nel nostro Paese, è lui. Giuseppe Conte, Giuseppi, il sogno proibito delle casalinghe e non solo, è passato in pochi mesi da Mister Nessuno a capo carismatico; da punta di diamante e di equilibrio di una delle coalizioni di Governo più male assortite della storia repubblicana a personaggio destinato a restare nel nostro immaginario e nella storia della nostra nazione. Da burattino nelle mani di due Vicepremier solo de iure a leader di un intero popolo, in Italia e in Europa. E così, inevitabilmente, è finito col fare da parafulmine per tutte le contestazioni e da capitano coraggioso per ogni riconoscimento di merito.

Conferenza – L’immagine di Conte si associa ad imperitura memoria a quella delle conferenze a reti unificate che lo stesso Presidente del Consiglio ha tenuto nel corso di queste settimane (e di quelle che verranno). L’attesa per i suoi proclami, l’ansia per i suoi discorsi, lo sclero per i suoi ritardi sono secondi solo al terrore provato pochi istanti prima del calcio di rigore di Fabio Grosso nella finale dei mondiali del 2006.

Cum grano salis – I sapiosessuali hanno provato una sorta di perversa eccitazione nell’accogliere i discorsi del Premier in carica e si sono esaltati quando Conte si è lasciato andare a un (inutilmente) raffinatissimo cum grano salis durante una delle sue conferenze. La reazione di molti al suo epiteto è stata paragonabile a quella dei fan dei Queen alle prime note di We Are The Champions il 9 agosto del 1986, in occasione dell’ultima apparizione di Freddie Mercury.

Congiunti – Ecco la nuova hit del momento. Una parola del tutto ignorata per una vita intera dai tre quarti della popolazione nostrana e di colpo diventata regina assoluta della nostra sintassi. E ora eccoci qui, a fare i conti con coppie che chiedono un riconoscimento, con relazioni senza nome che ora pretendono una direzione, con affetti privi di identità che ora impongono una nomenclatura. E tutto, solo per poter uscire di casa. Tutto questo è sublime.

D

Decreto, De Luca

Decreto – Anche qui, sarebbe più giusto declinare il termine al plurale. Quanti decreti sono stati emanati nel corso di questa quarantena? Sarò sincero, non ne ho davvero idea. E ogni nuovo DPCR è stato un’emozione nuova, un misto di incertezza, rabbia, frustrazione e smarrimento. E noi sempre lì, a cercare di comprendere cosa fosse consentito fare e cosa invece no, a cercare uno spiraglio per poter riabbracciare il cielo aperto, anche solo per una mezz’oretta e senza buste della spesa tra le dita.

De Luca – Meraviglioso. Semplicemente meraviglioso. Ovviamente non c’è alcun giudizio politico qui, bensì artistico. Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, ha contribuito a rendere questa quarantena un luogo dell’anima, a trasformare le restrizioni in avanspettacolo: questa è semplicemente arte. Arte da lanciafiamme.

E

Eurobond

Eurobond – A un certo punto non c’è neppure importato di capire cosa fossero. Gli Eurobond si sono elevati a qualcosa di più, un mistico concetto funzionale a stabilire un confine, al di qua del quale si sono collocati gli europeisti, al di là gli anti-sistema. Ancora se ne discute, ma gli Eurobond non sono una risorsa economica, sono molto di più e molto di meno. Sono la rappresentazione più perfetta di un’Europa che, finalmente, è costretta a decidere cosa vuole essere da grande. Per approfondimenti, si veda la voce Unione Europea.

F

Flashmob, fake news

Flash Mob – Da un balcone a un video virale, l’Italia dei primi giorni di quarantena si è raccontata anche grazie ai flash mob. Adriano Celentano e Toto Cutugno, Rino Gaetano e Goffredo Mameli sono stati la voce unica di una popolazione che ha trovato un modo per cercarsi e per trovarsi, tutti i giorni alle ore 18:00. Finché poi non si è stancata.

Fake News – “Il coronavirus è causato dalle radiazioni da 5G”. Il Coronavirus era stato scoperto già nel 2015, c’è un servizio del Tg Leonardo”. “Il coronavirus è stato diffuso dai cinesi per indebolire gli occidentali”. Volendo potrei continuare, ma credo che abbiate compreso il concetto.

G

Guanti

Guanti – Insieme alle mascherine, l’emblema di come il Covid-19 abbia inciso sulle nostre vite. Le mani sono lo strumento attraverso cui percepiamo il mondo, la sua temperatura, la sua consistenza. E come la quarantena, i guanti sono ciò che ci protegge e, al contempo, ci fa perdere il contatto con la realtà al di fuori della nostra abitazione.

H

Hashtag

Hashtag – Qual è stato il vostro preferito: #Restoacasa, #Andràtuttobene, #celafaremo? La comunicazione social è passata in modo determinante e significativo attraverso gli hashtag dei social media, accompagnati anche da una buonissima dose di immancabile retorica.

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I

INPS, Immunità di gregge

INPS – Mercoledì 1 aprile, finalmente il Governo ha lanciato gli aiuti per aziende e autonomi. Sì, ok, sono 600 euro e non salveranno di certo l’imprenditoria del Belpaese, ma certamente sono meglio di niente. Su, vediamo di capire come si invia la domanda… Ok, ecco, ci sono… Il sito non va… Aggiorno la pagina… Niente… Beh, certo, era difficile aspettarsi un aumento dell’affluenza sul sito, in fondo state solo regalando soldi. This is italian style.

Immunità di gregge – La cosa più assurda è che ancora oggi non ci sia nessuna evidenza empirica che dimostri come chi ha già contratto il virus ne diventi immune una volta guarito. Eppure, il buon Boris Johnson ha cercato la furbata, rifiutando di chiudere tutto e proseguendo sulla linea del ‘come se nulla fosse’ finché non è stato costretto a porvi rimedio; finché il destino, beffardo, non ha portato lo stesso leader britannico a contrarre la malattia. La vita a volte possiede un modo tutto proprio di fare del sarcasmo.

L

Lavarsi le mani, lievito

Lavarsi le mani – State pensando quello che sto pensando io? Perché io sto pensando a Barbara D’Urso che spiega come si faccia. Scusate, non riesco ad andare avanti, passiamo al prossimo.

Lievito – E l’Italia si riscoprì terra di pizzaioli. Tra i beni di prima necessità venuti presto a mancare era lecito aspettarsi i prodotti per l’igiene, le mascherine, ma che sarebbe sparito dai supermercati il lievito di birra è qualcosa di profondamente romantico.

M

Medici, mascherine, MES

Medici – Nulla da aggiungere, nessuna ironia da fare, solo un profondo grazie, a voi e a tutti gli operatori del settore sanitario.

Mascherine – Ecco un altro simbolo indelebile di tutto questo. Quando penseremo a questa quarantena in futuro, probabilmente un volto coperto dalla mascherina sarà la prima immagine che ci si porrà davanti agli occhi.

MES – Il MES è un po’ come Dio: tutti ne parlano, nessuno lo ha mai visto, ognuno ne ha una propria raffigurazione mentale. C’è chi lo invoca come salvezza, chi lo stigmatizza, chi ne ha avuto celesti apparizioni e ne ha annunciato la comparsa…

N

Non è giusto

Non è giusto – C’è un motivo molto semplice se ho scelto questa affermazione: non mi è venuto niente di meglio con la lettera N. Però è anche un’esclamazione che sintetizza in modo perfetto gli animi della cittadinanza nel corso di questo lockdown. Perché non è giusto non poter uscire di casa; non è giusto che il vicino di casa vada a correre o che esca a portare fuori il cane; non è giusto che continuino le serrate; non è giusto che non si agisca in modo più risoluto per arginare i contagi, servono più serrate. Insomma, non è giusto nulla e per nessuno. Almeno siamo tutti d’accordo sul non essere d’accordo.

O

Opinione

Opinione – Questa pandemia, questo virus, questa quarantena non ci hanno insegnato nulla. Ha però dimostrato ancora una volta come per noi gente comune il termine ‘opinione’ vesta maglie piuttosto elastiche e come assurga a icona più riuscita della democrazia contemporanea. E sì, perché, diavolo! Ognuno di noi ha il diritto di avere un’opinione su ogni cosa! Ed è un diritto talmente inalienabile che precede persino il dovere di ragionare su ciò che si sostiene. L’importante è esprimere, l’importante è affermare. Per la riflessione ci sarà tempo.

P

Prolungamento

Prolungamento – Tutto è cominciato il 9 marzo, data di inizio della quarantena che, nei primi progetti governativi, si sarebbe dovuta concludere il 3 aprile. Poi il primo prolungamento del lockdown fino al 13 del mese, giorno di Pasquetta. E da lì, nuovo rinvio fino al 3 maggio. A un certo punto, abbiamo iniziato a pensare che avrebbero continuato così all’infinito, come se fossimo finiti all’interno di un film distopico di Terry Gilliam (mi sento un po’ Carlo Lucarelli in questo momento). E ammettetelo, nell’ultima conferenza del 26 aprile ve la siete fatta sotto.

Q

Quattro maggio

Quattro maggio – Insieme a ‘congiunto’, l’altra super hit del momento. Il quattro maggio, come sappiamo, inizia la Fase 2 o, se preferite, la fase 1 e un po’.

R

Recovery Fund

Recovery Fund – E sì, oltre all’Eurobond e al MES, ecco un altro terminone che non ha compreso nessuno, ma di cui tutti abbiamo una chiarissima opinione. Bravi tutti, continuiamo così.

S

Smart Working

Smart Working – Volendo cercare degli aspetti positivi di questa faccenda, eccone uno certamente più che positivo: finalmente, le aziende e le Pubbliche Amministrazioni italiane hanno scoperto che il lavoro da remoto è una risorsa e può essere utilissimo, anche in tempi ‘normali’. Ci voleva giusto una pandemia globale.

T

Terapia intensiva, Trump

Terapia intensiva – Un altro simbolo di questo dramma, il più violento di tutti, il più sconvolgente. Gli ospedali in tilt, i malati che non possono accedere alle cure perché non ce ne sono abbastanza per tutti. Se c’è qualcosa che non dobbiamo dimenticare, facciamo che sia questa. Se c’è un insegnamento che possiamo trarre, facciamo che sia che lo Stato non può demandare alle strutture private un servizio basilare per la vita di ognuno di noi come la sanità.

Trump – Il Presidente dello stato più potente del mondo. E anche colui che ha consigliato ai cittadini di iniettarsi del disinfettante per proteggersi dal Covid. Qualcuno gli ha dato pure retta. Tutto questo farebbe molto ridere, se non facesse molto piangere.

U

Unione Europea, Ursula von der Leyen

Unione Europea – Alla fine della pandemia, avremo a che fare con un nuovo concetto di Unione degli Stati d’Europa. Siamo ancora in attesa di scoprire quale sarà.

Ursula von der Layen – La Presidente della Commissione Europea ha segnato una pagina di storia particolarmente iconica e intensa, quando, al Parlamento Europeo, ha chiesto scusa all’Italia a nome dell’intera Unione e ammesso che il nostro Paese è stato lasciato solo nel momento in cui aveva il maggior bisogno di aiuto. La scena è sorprendente e segna, forse, un piccolo solco tra ciò che sarebbe potuto essere e ciò che potrebbe ancora essere in seno all’UE. E poi il nome Ursula von der Leyen è perfetto per una dolce transizione dalla lettera U alla V della rubrica.

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V

Vaccino, videochiamate

Vaccino – Vaccino sì, vaccino no. Riusciremo ad averlo a disposizione prima o poi? Sarà efficace? Sarà necessario? Sarà imprescindibile? Sarà un mezzo per rimpolpare le casse delle lobby farmaceutiche? Aspettando il giorno in cui esisterà davvero, ne stiamo parlando tantissimo, inevitabilmente.

Videochiamate – Quante ne avete fatte? Quanti programmi avete dovuto scaricare? Quanti account avete dovuto attivare? Ammettetelo, le serate di Risiko in casa non facevano poi tanto schifo, dopotutto.

Z

Zerocalcare

Zerocalcare – Sono grato al fumettista romano per tantissime ragioni. Innanzitutto, senza di lui non avrei mai trovato qualcosa con la zeta che mi permettesse di chiudere la rassegna. Poi gli sono grato perché la sua serie di cartoon “Rebibbia Quarantine” è la cosa più divertente e al contempo illuminante che questa quarantena abbia saputo generare. E lo ringrazio anche perché mi permette di concludere l’articolo con un tema leggero e divertente perché, in fondo, ne abbiamo davvero bisogno.

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