• diritto di parola e web
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    Web e idiocrazia: il diritto di parola ha ancora un senso?

    L’argomento non è certo dei più semplici da trattare, ma è anche tra i più emergenti: oggi parliamo degli idioti. Mark Twain disse “Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”. Arthur Bloch – l’autore dei libri sulla Legge di Murphy – parafrasandolo, corresse: “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”. Oggi, però, non è facile mantenersi estranei all’idiozia di cui questo mondo è permeata e imbevuta e che si esalta e accresce esponenzialmente tramite i social network, il simbolo per eccellenza del potere dal basso. Grazie Zuckerberg.

  • Instagram specchio della società
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    Instagram è lo specchio della società di oggi: visiva e povera di riflessioni profonde

    Dal titolo può sembrare un pezzo un po’ bacchettone, dal classico sapore “le nuove generazioni non hanno valori, ai miei tempi invece bla bla bla…“. In realtà, vorrei solo proporre alcune riflessioni che non coinvolgono esclusivamente Instagram e il suo rapporto con gli utenti. Partendo da Instagram, vorrei soffermarmi sulle dinamiche di comunicazione trans-mediale che oggi marginalizzano sempre di più l’uso della parola, in favore di un modello che pone il visivo e il veloce al centro de proprio lessico. Il quesito di fondo, mai del tutto manifesto, che fa da filo rosso alla trattazione sarà: stiamo diventando più stupidi? In principio fu la parola… Ci fu il tempo delle…